ADEGUAMENTO ALLE NORMATIVE UE SULLE ARMI: È REFERENDUM !!!

Cari soci,

La politica federale, spesso, non tiene in debito conto le giuste aspirazioni e le legittime esigenze dei collezionisti, rispettivamente dei tiratori, preferendo trincerarsi dietro il paravento dei trattati internazionali. “Liberissimi, perché armatissimi”, così ci definiva Nicolò Macchiavelli nel cinquecento. Mi chiedo se, oggi, i politici, che dovrebbero difendere i nostri interessi, si sono mai posti un tale quesito.

Saremo passivi di fronte a un tale sviluppo, chineremo docili la testa a un diktat che ci è imposto per dar seguito alle direttive dell’Unione Europea (UE) ? Io, di certo non lo farò e spero che voi seguirete il mio esempio sostenendo l’azione della “Comunità d’interesse tiro svizzera”. Dobbiamo prendere in mano il nostro destino, dando un segnale forte nei confronti di chi sta tentando di criminalizzarci.

L’introduzione di nuove norme restrittive con l’intenzione di “combattere il terrorismo”, il cui effetto pratico è ancora tutto da dimostrare, penalizza unicamente chi acquista e detiene legalmente armi, in qualità di collezionista o di tiratore sportivo.

“Non cambia niente”, così si è affermato alla televisione e viene sbandierato da chi ha sostenuto il nuovo progetto. Ci si chiede, allora, perché si vorrebbe modificare la specifica Legge federale, inasprendo l’acquisto e la detenzione d’armi e munizioni.

Purtroppo, con la nuova legge i fucili d’assalto semiautomatici (Fass 57 / Fass 90) sarebbero considerati “armi proibite”, il cui acquisto e la cui detenzione sarà possibile solo con un’autorizzazione cantonale eccezionale. Il tutto dopo aver superato uno specifico esame e aver approntato un locale idoneo al loro deposito, puntualmente collaudato dalla competente autorità cantonale (… e le spese chi le paga ?).

Questa sarebbe però solo la punta dell’Iceberg !!! Che cosa ci riserva il futuro ? Quali altre norme s’inventerà l’UE nei prossimi anni per giustificare una sua eventuale inefficienza nel combattere il terrorismo.

L’inadeguata integrazione delle comunità emarginate in preda al disagio sociale e alla disoccupazione, rispettivamente un’intelligence (servizio informazioni) sempre più in affanno nel prevenire azioni di violenza e, non da ultimo, eventuali movimenti secessionisti in seno all’UE, potrebbero diventare un facile pretesto per privarci delle nostre armi. Infatti, dopo 5 anni, l’apposita Commissione europea valuterà l’effetto di queste norme “anti terrorismo”, riservandosi la possibilità di ulteriori inasprimenti. Che cosa succederà? Noi, cittadini Svizzeri, vogliamo veramente fare un salto nel buio?

Ciò premesso, il comitato ATTCA, riunitosi il 21.09.2018, ha deciso di dire di NO, aderendo al REFERENDUM lanciato dalla Comunità d’interesse tiro svizzera !!!!

Tutti i soci riceveranno personalmente i formulari per la raccolta delle firme. Firmate e fatte firmare famigliari, amici e conoscenti. Rimbocchiamoci le maniche!!!

Certo della vostra fedeltà ai valori che ci contraddistinguono e contando sul vostro indispensabile impegno, vi saluto cordialmente.

Il Presidente dell’Associazione Tiratori e Collezionisti d’Armi: R. Beretta

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Vi diamo un caloroso
benvenuto nel sito
dell’Associazione Ticinese
Tiratori Collezionisti d’Armi

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