Chiacchierata con il nuovo Presidente

Associazione Ticinese Tiratori e Collezionisti Armi
Una chiacchierata con il nuovo presidente

Riccardo Beretta è una persona conosciuta nel mondo vasto degli amici del tiro. Oltre ad essere tiratore attivo nell’Unione Tiratori Locarno è stato anche presidente della Federazione ticinese dei Capi sezione militari. Abbiamo avuto la possibilità di scambiare due parole dopo la sua nomina a presidente dei  collezionisti ticinesi per approfondire le conoscenze di questa associazione a noi vicina.

Signor Beretta, nel vasto pubblico si sente parlare di tiratori, di cacciatori, ma spesso si dimentica che esistono anche molti appassionati collezionisti d’armi. Come vi posizionate come associazione?

In primo luogo il collezionista è una persona che, rivolgendosi al passato, ne raccoglie alcune testimonianze, seguendo una certa sistematica e facendo delle scelte dettate dai suoi interessi e soprattutto dalle proprie conoscenze. C’è chi colleziona francobolli, chi colleziona monete, chi colleziona veicoli d’epoca, ecc. Il collezionismo non può quindi essere disgiunto dalla personalità dell’individuo che lo pratica e coinvolge soprattutto un fattore estetico ed affettivo: si deve  amare il frutto della propria collezione ed esserne intimamente coinvolti.

Passando al discorso del collezionista d’armi in genere, si toccano soprattutto in Svizzera dei fattori culturali e politici molto radicati. L’amore per le armi ha quale legame privilegiato quello che intercorre tra il cittadino ed l’esercito, rispettivamente tra il cittadino ed istituzioni democratiche. Macchiavelli infatti, citando gli Svizzeri li definiva con questi termini “Armatissimi e liberissimi”.

Evidentemente la passione per le armi si basa sul loro funzionamento tecnico, sulla loro esecuzione e sulle loro prestazioni. Alcune armi (da fuoco o da taglio) sono infatti veri e propri gioielli meccanici, con delle rifiniture da sogno e con prestazioni che non mancano di stupire dopo secoli (basti pensare alle armi ad avancarica).

Oltre al fattore affettivo, c’è pure un desiderio cognitivo: conoscerne la storia, l’evoluzione tecnica ed il contesto storico, che hanno fatto di alcune armi un vero e proprio mito (la P 08 tedesca, le Parabellum svizzere, ecc.)

Purtroppo, il profano che si trova un’arma tra le mani non riesce  più a collocarla nel contesto civile o militare in cui è nata.

Per le armi militari questa operazione è più semplice, poiché i trattati e le pubblicazioni sui vari eserciti, oltre alle belle uniformi, informano dettagliatamente il lettore sulle armi in dotazione nei singoli periodi. Meno facile è la collocazione delle armi civili, che in taluni casi hanno avuto un periodo di produzione che spazia su svariati decenni.

In un certo senso il vero collezionista è dunque anche uno storico, depositario di conoscenze importanti sulle armi figuranti nella sua raccolta. Infatti, nella biblioteca di ognuno di noi  o nella nostra banca dati  del computer fanno bella figura di se pubblicazioni ed informazioni sugli oggetti che ci stanno maggiormente a cuore. Si tratta di una formazione permanente basata sull’osservazione diretta dei singoli pezzi che ci capitano tra le mani e facilitata, ai giorni nostri, dalle informazioni fornite da diversi siti internet (per la gran parte in inglese) che trattano l’argomento.

Da ultimo il detenere oggetti che potenzialmente potrebbero essere pericolosi o potrebbero essere usati in modo abusivo, comporta per il collezionista l’assunzione di una responsabilità  civile non indifferente. Ognuno di noi sa perfettamente che alle armi non bisogna dare troppa confidenza, che si devono applicare le misure di sicurezza del caso, che le si devono depositare in luoghi sicuri fuori dalla portata dei bambini e dei malintenzionati, che si deve separare la munizione dall’arma specifica, ecc..

Cosa ha portato l’ex presidente dei capi-sezione ticinesi ad accettare una nuova sfida a capo della “Associazione Collezionisti d’armi”?

La mia passione per la storia, rispettivamente il mio rapporto personale con l’esercito e la difesa nazionale (ufficiale di milizia) hanno sin dall’inizio condizionato le mie scelte a livello collezionistico. A questi fattori va aggiunto un profondo rispetto per le nostre tradizioni e per le nostre istituzioni democratiche. Purtroppo in un momento in cui l’assetto del nostro esercito ed il posizionamento della nostra difesa nazionale è messo seriamente in discussione suscitando grandi perplessità, è necessario agire in controtendenza per mantenere determinati valori, che reputo irrinunciabili.

Il mettersi a disposizione della collettività, difendendone gli interessi legittimi dei cittadini anche nei settori più disparati è un obbligo morale che ognuno di noi dovrebbe avere nei confronti di uno Stato che ci chiede molto, ma che ci sa dare anche una contropartita non indifferente.


Nel suo caso è nata prima la passione quale collezionista o quale tiratore di moschetto?

Spesso e volentieri la passione per il tiro è accompagnata da quella per il collezionismo d’armi. Infatti il tiratore ha un rapporto di rispetto e di fiducia nella propria arma che ne impedisce da un canto un uso abusivo o sconsiderato e che dall’altra  gli impone il rispetto di misure di sicurezza , quale prevenzione contro eventuali incidenti.

Con il tiro ho inoltre cominciato ad apprezzare il funzionamento meccanico dell’arma, il suo aspetto estetico e soprattutto le sue prestazioni tecniche. Il poter imbracciare il moschetto, il poter sparare in un ambiente di cameratismo e di profonda amicizia, l’ottenere dei discreti risultati nel tiro è una soddisfazione che bisogna saper gustare fino in fondo, soprattutto dopo una settimana di stress e di impegni professionali.

Da tiratore a collezionista il passo è stato  brave. Tanto più che, come molti dei nostri associati, il mio interesse è rivolto alle armi d’ordinanza.

Quali sono le particolarità della vostra associazione e di cosa vi occupate nel vostro programma annuale?

La nostra associazione oltre a coltivare l’interesse per le armi da collezione, si diletta anche nel tiro alle diverse distanze (25 m / 50 m / 100m e 300m). In questi tiri organizzati in strutture adeguate (poligoni di tiro ufficiali) e con tutte le misure di sicurezza richieste si possono usare tutti i tipi di arma dall’avancarica al moderno fucile d’assalto. Oltre ai tiri organizziamo la visita alle borse per collezionisti e alle principali borse delle armi (Lucerna / Losanna). Non mancano tuttavia i momenti ricreativi con la visita a musei ed infrastrutture militari.

Importante è soprattutto lo spirito di sana amicizia e lo scambio di notizie, d’esperienze e d’informazioni sui tipi più disparati di armi. Anche l’aspetto gastronomico non è trascurato.


Un appassionato di armi, siano esse da fuoco o meno, può sicuramente trovare un valido supporto nella vostra associazione. L’iscrizione è aperta a tutti o avete delle particolarità?

La nostra associazione nel limite delle sue possibilità si mette a disposizione di tutti gli appassionati di armi per informazioni, consigli e perizie. Ogni e qualsiasi apporto di nuove conoscenze e di esperienze personali è estremamente gradito. Seguendo una tradizione di lunga data, onde evitare spiacevoli disguidi, le nuove adesioni sono proposti tramite un socio attivo, che si fa garante della candidatura. In ogni caso ci riserviamo di chiedere le informazioni necessarie sulle persone che ci contattano per verificarne l’idoneità. Alcuni disguidi avvenuti in passato ci hanno resi guardinghi soprattutto per tutelare gli altri soci e per garantire il pieno rispetto della legislazione in materia.


Come fate a reclutare nuovi soci, avete delle pubblicazioni o delle serate informative per persone interessate a prendere contatto?

Purtroppo attualmente non disponiamo di alcuna pubblicazione. Tuttavia abbiamo iniziato una prima operazione d’informazione nell’ambito delle serate informative sulla nuova legge relativa alle armi e tramite la vostra rivista, che gentilmente ci ospita. A questo momento informativo, che in parte ha già dato i suoi frutti, ne seguirà un altro per l’acquisizione fattiva di nuovi soci. Per il momento,  il modo migliore e più concreto per rallargare i nostri ranghi è il “passa parola”.

Tutte le associazioni sono alla ricerca di nuove leve. Un giovane “aspirante collezionista” può seguire un corso introduttivo sulle particolarità tecniche di certi tipi di arma o deve basarsi su uno studio personale della materia?.

L’aspirate deve prioritariamente seguire il suo istinto  di collezionista, affinarlo con una ricerca personale (le buone pubblicazioni non mancano), fare le dovute esperienze (le fregature sono dietro l’angolo e anche i vecchi volponi non ne sono esenti), quindi confrontarsi in modo positivo con chi pratica questa passione da anni e soprattutto non lasciarsi scoraggiare se non tutto va per il verso giusto  (a volte ci vogliono degli anni).

La gelosia nei confronti di chi ha una collezione da sogno o possiede il pezzo che si è da tanto tempo agognato non è ammessa. Infatti il colpo di fortuna può capitare a tutti. Si deve godere di quanto già si ha e non piangere per  il pezzo che manca. Il momento più bello e gratificante è la ricerca, quando si acquisisce il frutto del proprio desiderio, esso perde automaticamente una parte del suo interesse.

Purtroppo, anche in questo settore (ma è un problema legato a tutto il collezionismo) si deve avere una certa disponibilità finanziaria e saper risparmiare in altri settori per fare gli acquisti più importanti (che secondo tutte le mamme, le mogli, le fidanzate, ecc. sono del tutto  superflui).


Sul nostro territorio esistono varie associazioni che potrebbero collaborare per la realizzazione di manifestazioni in comune per i propri affiliati. In che modo vede una collaborazione con i tiratori e i cacciatori?

La nostra associazione è aperta ad ogni tipo di collaborazione con altre società che hanno scopi affini. Una collaborazione con i tiratori ed i cacciatori (ben rappresentati nei nostri ranghi) è ritenuta una necessità impellente per portare avanti un discorso propositivo a difesa dei valori che ci accomunano, vista la costante perdita d’identità della nostra società. Organizzare manifestazioni in comune sarebbe quindi auspicabile per meglio sfruttare le sinergie delle singole società.

All’estero sono organizzate regolarmente “gare” per fucili ex-ordinanza di vari calibri e origini suddivisi per anno di fabbricazione con anche, ad esempio, una categoria “sniper”. È pensabile anche alle nostre latitudini vedere in gara un mc31 in stato originale con, magari, un Garand e un Mauser K98?

A livello non competitivo l’Associazione collezionisti già organizza dei tiri di questo genere, tuttavia si potrebbe pensare ad una gara con una un regolamentazione ben specifica e la redazione di una classifica finale per tipo di arma. Tra i nostri aderenti ci sono infatti diversi appassionati che si allenano con fucili d’ordinanza straniera, compresa l’avancarica e le vecchie armi d’ordinanza federali (Vetterli, Peabody,  fucile e moschetto 11, ecc.).

 

Ringraziamo Riccardo Beretta per l’interessante chiacchierata, riproponendoci di approfondire temi cari anche ai collezionisti con articoli mirati ed intensificando anche la collaborazione tra le nostre associazioni.

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